Gaia Coals, Reparative justice, 2022
ARTISTI

Gaia Coals

Nata e cresciuta a Milano nel 1995, Gaia Coals si diploma in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera nel 2018. Dopo gli studi si trasferisce in Belgio, dove si specializza nelle pratiche artistiche nello spazio pubblico alla Koninklijke Academie voor Schone Kunsten di Anversa. Nel 2020 rientra in Italia e avvia un percorso di ricerca caratterizzato dalla realizzazione di interventi site-specific, installazioni e progetti costruiti in relazione ai luoghi che li ospitano.

foto di gaia coals
© Gaia Coals

Più che concentrarsi sull’oggetto artistico in sé, Coals rivolge la propria attenzione alle relazioni che si instaurano tra gli elementi di uno spazio e le persone che lo abitano. È un approccio che mette in discussione l’idea dello spazio come semplice contenitore dell’opera: per l’artista, un luogo è il risultato di una stratificazione di esperienze, memorie, abitudini e relazioni.

Dallo spazio al luogo

Il concetto di abitare rappresenta uno dei nuclei centrali della sua ricerca. In un’intervista ad ATPdiary, Coals descrive l’abitare come un sentimento di appartenenza capace di generare un rapporto di interdipendenza con il luogo e, di conseguenza, una forma di cura e responsabilità.

È proprio questa idea a guidare Ci vediamo giù in cortile, progetto realizzato nel 2018. L’intervento nasce dal desiderio di restituire e riappropriare uno spazio comune, il cortile, superando i confini fisici e privati della casa. Il cortile diventa così uno spazio condiviso, nel quale la comunità può riconoscersi e costruire una relazione con l’ambiente che la circonda.

Per Coals, dunque, lo spazio non è mai neutro. Porta con sé tracce e segni che raccontano la sua storia e le persone che lo hanno attraversato. L’artista cerca di entrare nei luoghi con un atteggiamento di ascolto, osservando ciò che già esiste e cercando di rendere visibili relazioni spesso difficili da percepire.

Gaia Coals, Tras-pare(n)te
installazione 2023
Tras-pare(n)te, 2023
© Gaia Coals

Questa attenzione emerge anche in TRAS-PARE(N)TE, exercise of awareness, realizzato a Milano nel 2023. Il progetto nasce dall’osservazione di uno spazio confiscato alla criminalità organizzata e dalla volontà di farne emergere la configurazione originaria, mettendo in relazione la struttura fisica dell’ambiente con la sua storia e con le comunità che lo attraversano.

Ascoltare invece di guardare

Nel percorso di Coals, alla dimensione spaziale si aggiunge progressivamente quella sonora.

L’artista considera il suono uno strumento attraverso cui leggere e misurare lo spazio. Un suono permette infatti di percepire la distanza, la conformazione dell’ambiente, la presenza del vuoto o di una superficie riflettente. L’ascolto diventa quindi un modo fisico e quasi istintivo per entrare in relazione con un luogo.

Questa ricerca è evidente in lavori come Exercise nr. 4 – duet for heartbeat and traffic e S-partiti, dove il suono diventa uno strumento per riportare alla superficie storie e caratteristiche dei luoghi. Nel secondo caso, l’artista ricostruisce attraverso una particolare notazione musicale la memoria dell’ex contesto industriale della Fabbrica del Vapore, trasformando la storia dello spazio in un’esperienza percettiva.

Gaia Coals, S-Partiti
2021
S-partiti, 2021
© Gaia Coals

L’obiettivo non è semplicemente produrre un suono, ma educare all’ascolto. Coals invita lo spettatore a modificare il proprio modo di stare nello spazio: fermarsi, percepire, ascoltare ciò che normalmente rimane sullo sfondo.

La natura come ambiente da ascoltare

È proprio attraverso questa centralità dell’ascolto che emerge il rapporto di Gaia Coals con la natura.

Nella sua pratica la natura non viene generalmente rappresentata attraverso immagini di paesaggi o elementi naturali isolati. È piuttosto l’ambiente nel suo complesso a diventare materia di ricerca: il vento, l’acqua, i suoni, le caratteristiche fisiche di un luogo e le relazioni che si sviluppano al suo interno.

Un esempio significativo è Reparative justice, un intervento nel quale Coals ha trasformato una tramoggia industriale inutilizzata in uno strumento sonoro. L’inserimento di ghiaia all’interno di un tamburo dell’oceano produce un suono capace di evocare la funzione originaria della struttura, mentre l’energia necessaria al funzionamento proviene da pannelli solari. L’opera mette così in relazione memoria industriale, materia, energia e ambiente, senza cancellare la storia del luogo ma intervenendo su ciò che già esiste.

Gaia Coals, Reparative Justice, 2022, udine
Reparative Justice, 2022
© Gaia Coals

Ancora più evidente è il ruolo dell’acqua nel recente progetto presentato nel 2026 nella mostra Oltre la superficie. Tra visibile e invisibile. Qui Coals parte dalla storia di Funtana Bona, antica fontana e lavatoio del villaggio corso di Lama, tradizionalmente legato alla vita quotidiana delle donne. Il suono dell’acqua diventa una vera e propria materia compositiva: le sue tre “voci” vengono messe in relazione con la paghjella, canto polifonico tradizionalmente maschile.
L’acqua, quindi, non è soltanto un elemento naturale. È memoria, presenza sonora e testimonianza sociale. Attraverso il suo fluire, Coals riesce a far emergere una storia che rischierebbe altrimenti di rimanere invisibile.

Arte, territorio e comunità

Questa attenzione al rapporto tra ambiente e comunità è presente anche nella partecipazione di Coals ad A dimora, residenza artistica nata sulla Montagna Fiorentina. Nel 2025 l’artista è stata selezionata insieme ad Andrea Grasselli, Chiara Gambirasio, Martina Cioffi e Samuel Rosi per lavorare a Londa, confrontandosi direttamente con il territorio e con la sua comunità. Il progetto nasce infatti con l’obiettivo di utilizzare la produzione artistica come strumento di rigenerazione culturale dei luoghi.

In questo contesto, l’opera non viene pensata come qualcosa da collocare semplicemente in un luogo, ma come qualcosa che nasce dal luogo. È una distinzione importante: il territorio non è uno sfondo, bensì una componente attiva del processo creativo.

Exercise nr 4 – duet for heartbeat and traffic, 2020
Gaia Coals
Video, minuti 3 secondi 9.
Exercise nr 4 – duet for heartbeat and traffic, 2020
© Gaia Coals

Lo stesso principio emerge nella residenza Vagare ai margini del 2021, in cui Coals e altri artisti sono stati invitati a realizzare interventi site-specific nelle vetrine del passante ferroviario di Porta Garibaldi a Milano. Il progetto metteva in discussione il confine tra luogo e non-luogo e il modo in cui uno spazio di passaggio può diventare occasione di relazione con il pubblico.

Una pratica fondata sull’ascolto

La ricerca di Gaia Coals può quindi essere letta come un continuo passaggio dallo spazio al luogo, dalla presenza all’ascolto, dalla memoria alla relazione.

Il suo lavoro non impone necessariamente qualcosa all’ambiente, ma cerca di comprenderlo prima di intervenire. L’artista osserva le tracce lasciate dal tempo, ascolta le persone che abitano un determinato contesto e individua nei suoni, nei materiali e nelle caratteristiche fisiche dello spazio gli elementi attraverso cui raccontarne l’identità.

È in questo atteggiamento che la natura trova il proprio spazio nella sua pratica. Non come immagine da rappresentare, ma come ambiente con cui entrare in relazione. L’acqua, il vento, l’energia, i materiali e i suoni diventano strumenti per percepire ciò che ci circonda e comprendere quanto profondamente i luoghi influenzino le nostre esperienze.

Gaia Coals, Exercise nr 5 – era solo un prestito
Descrizione
250 x 50 cm 2020 serie "Exercise of awarness. Anversa.
Exercise nr 5 – era solo un prestito, 2020
© Gaia Coals

L’arte di Gaia Coals invita così a cambiare prospettiva: prima di intervenire su un luogo, ascoltarlo. Perché conoscere uno spazio significa anche riconoscere le relazioni, le memorie e gli elementi naturali che lo rendono ciò che è.

Fonti e approfondimenti:
https://atpdiary.com/staging-the-residency-gaia-coals/
https://www.shortoutfestival.com/riverberi-2025
https://www.artribune.com/progettazione/2025/09/arte-rigenerazione-montagna-fiorentina/
https://montagnafiorentina.com/montagna-fiorentina/residenza-d-artista/
https://www.exibart.com/evento-arte/oltre-la-superficie-tra-visibile-e-invisibile/
https://www.mymi.it/arte-e-cultura/calendario-arte/a/33845/a-milano-la-prima-residenza-dartista-in-vetrina-presso-lo-spazio-di-coatto
https://viafarini.org/wp-content/uploads/2026/04/screenshot-atpdiary_KeFeLa.pdf

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